sabato 29 agosto 2015



Perché in ogni film di zombie, nessuno ha mai sentito parlare di zombie?
Scommetto che questa è la domanda che almeno una volta ognuno di noi si è domandato. E se la risposta è anche abbastanza logica, ma per una volta reprimerò il mio lato da vero rompiballe e asseconderò la cosa. Benvenuti a Zombieland fu una commedia che, per l'appunto, girava proprio attorno alle cosiddette "regole di sopravvivenza all'apocalisse zombie", regalandoci una sorta di novità. E in Shaun of the Dead (vale a dire L'alba dei morti dementi) la questione viene palesemente messa a tacere perché "non è carino dire la parola che inizia per Z", cercando di darci una risposta, la domanda proprio non riesce a venir repressa. Ma, parliamoci chiaro, numerosi film (parodistici e non) hanno cercato di introdurre il concetto di zombie all'interno delle loro pellicole, come se i protagonisti già conoscessero il fenomeno, e con scarsi risultati, ma se dobbiamo parlare di originalità e di belle idee, I Survived a Zombie Holocaust è decisamente una pellicola che riesce a lasciare il segno in maniera intelligente. Scopriamo come!

Produzione neozelandese con dei trascorsi un po' travagliati, il quale è stata richiesta una lavorazione di ben cinque anni, I Survived a Zombie Holocaust è scritto e diretto dal debuttante Guy Pigden, e vede come protagonista Wesley Pennington (interpretato da Harley Neville), un nerd un po' sfigato col sogno di diventare un giorno sceneggiatore e produrre il suo personale film di zombie e che si ritrova sul set di Tonight They Come, uno zombie movie, con il ruolo di runner, vale a dire un tuttofare. Ben presto, il set del film si trasformerà in una vera e propria carneficina in quanto subentreranno dei veri zombie che creeranno scompiglio e genereranno numerose scene esilaranti, facendo il verso ai film d'azione americani e arrivando ad omaggiare numerose opere di zombie, dai film di Romero (Night of the Living Dead) a 28 Giorni Dopo. Il tutto condito con una non tanto velata critica nerd il quale appunto rende gli zombie "reali nella loro finzione" e da una storia d'amore, insolita per un film di zombie, tra Wesley e Susan (Jocelyn Christian).


Come detto, il film di base fa un po' il verso al genere americano. Dialoghi improponibili, personaggi sopra le righe (al di fuori dei protagonisti, s'intende) e violenza gratuita. Violenza che viene anche ripresa e criticata attraverso quelle "critiche nerd" che il protagonista si porta dietro durante tutto il film. Ma attenzione che comunque non stiamo parlando di un film che si basa solo sul lato nerd, perché bensì il film sia un'accozzaglia di violenza e ilarità, vede anche una sottile critica al cinema di genere e al mondo del cinema in generale e di come vengano etichettati erroneamente i film sugli zombie. Non è per niente d'impronta romeriana, se non per i classici "zombie lenti", ma di base il suo messaggio ce l'ha e si sa far ascoltare adoperando però un tono molto più ironico e meno dissacrante. Sì, perché il rispetto per i film di zombie comunque c'è, e tanto e lo si può notare dai già citati omaggi alle opere zombie che sono per lo più scenari e scene palesemente identiche. Scene che, bizzarramente, vede anche degli omaggio un po' insoliti al primo Resident Evil e al film giapponese Zombie Ass - Toilet of the Dead! O, se la cosa non sia voluta, c'è una scena molto simile che automaticamente mi ha fatto creare questo collegamento.

In conclusione, ritengo che I Survived a Zombie Holocaust non sia proprio un'opera geniale o imperdibile, ma resta un film godibile in quanto poco scontato e parecchio divertente. Ciò che per me non lo rende un film must-see è la mancanza di scene memorabili, di quelle che rimangono impresse. Nemmeno la danza maori buttata a cazzo verso il finale ci riesce. Ad ogni modo, ci tengo a ribadire che questo non causa un declassamento della qualità. Il trucco degli zombie è un po' scarso ma gli effetti speciali sono più che ottimi, gli smembramenti e le interiora dei morti sono davvero molto, molto realistici. Non un must-see, ma decisamente degno di essere visionato, in qualche modo si riesce a ridere dall'inizio alla fine.

0 commenti:

Posta un commento