martedì 27 settembre 2016


Cosa succede quando si ha il coraggio di trasformare in un film una hit musicale?
Domande a cui sarebbe meglio non rispondere, soprattutto se si pensa che stiamo parlando di Laura non c'è, canzone famosissima che rese famoso il cantante Nek nell'ormai lontano 1997 e titolo dell'omonimo film ad essa ispirata uscito nel 1998. Ora non chiedetevi perché l'abbiano fatto, erano gli anni '90 e basti pensare ad un'altra pellicola uscita sempre in quell'anno, Jolly Blu, film degli 883. Quando lammerda (o trash, come vogliate chiamarlo) regnava sovrano nel panorama italiano e a nessuno importava. Ad ogni modo, perché sono qui a parlare di Laura non c'è? Io, che in questo blog tratto sempre o di film horror o di fumetti, tra l'altro. Ebbene, un mio amico ha festeggiato da qualche giorno i suoi 25 anni e ha ricevuto in regalo proprio questo DVD (con una cover realizzata veramente male, al punto che il dorso non combacia con la custodia!) e, da amanti del cinema di merda, non abbiamo perso tempo decidendo di gustare questa perla - forse rimasta nell'anonimato, non saprei. Io di certo neanche sapevo che avessero fatto un film su quella canzone! Ad ogni modo, il film è veramente brutto, ma tant'è che son qui e devo dare un senso al tempo sprecato, proseguiamo prima con la classica sintesi del film. Partendo direttamente dalla fine.

Nek è un disegnatore che sta realizzando una storia a fumetti: quella del film che avete appena finito di vedere in quella dolorosa ora e mezza composta da dialoghi imbecilli, umorismo becero e regia fatta alla cazzo di cane. Ad ogni modo, 'sto fumetto che sta girando non c'entra proprio nulla con il testo della canzone, se non per una scena. Il personaggio protagonista del film (e del fumetto di Nek) è tal Lorenzo, un disegnatore di fumetti che gira col maggiolone di Dylan Dog e perenne sfigato e innamorato cronico dell'amore anche se, anziché essere un dongiovanni (e potrebbe esserlo, visto che è belloccio) si innamora di ragazze che conosce per 2 minuti. Salvando questa ragazza, Laura, da alcuni tipi che... beh, la strattonano, viene menato per poi venir curato da Laura. Sì, non ci ho capito un cazzo perché la sequenza è fatta veramente di merda, comunque 'sta Laura lo porta a casa sua (di Lorenzo, mica la sua) e il tipo s'è innamorato perso. Però Laura non è proprio un tipo che si capisce cosa voglia: ha strane teorie sull'occultismo e sulla reincarnazione, se la fa con Amadeus e un vecchio che le fa le dosi di insulina perché diabetica che poi si scopre essere il fratello che Lorenzo scambia per l'amante che la picchia e infatti per questa cosa litigano. Ad ogni modo, la storia è contorta e non ha senso, non si sa perché Lorenzo si sia innamorato di Laura (forse perché lo abbandona mentre lui fa una telefonata a caso dopo aver accarezzato un gatto) e Laura comunque se la tira dicendogli quando decide di sparire dalla sua vita: "Hai perso il l'amore più importante della tua vita!". Convinta lei. Ad ogni modo fanno pace nonsisaperché e lei muore di diabete. Una volta seppellita in un cimitero con le croci blu (e nel cimitero è sempre notte) si reincarna in un gatto e Lorenzo si strombazza il gatto, probabilmente. Ah, e la sua carriera di fumettista comunque decolla, almeno il bel finale. Non si sa se lavora per la Bonelli o la Star Comics, è abbastanza confuso. Lorenzo adora Lazarus Ledd ma il suo editore (un tipo che era così povero che suo padre usciva di casa e sparava a cazzo nel nulla) afferma che 'sto fumetto che ha creato diventerà più famoso di Lazarus Ledd! La fine del film, poi, riprende la "vita reale", cioè Nek che incontra tutti i personaggi disegnati nel fumetto (boh) e poi trova le palle per andare da 'sta Laura e baciarla a caso. Il film s'interrompe, probabilmente il personaggio di Nek verrà arrestato per molestie sessuali.

Siete confusi?
Bene, perché si è confusi nel momento in cui il film parte, con sequenze totalmente a casa di mafiosi che sparano in una discoteca e personaggi caricaturiali che, ok, fatti apposta, ma tristi e inutili. Un nano che ogni volta che appare dice a una tizia "se mi baci divento un principe" e mangia Smarties urlando "ME DROGO ME DROGO" (e altre citazioni improbabili su di un suo fantomatico utilizzo di droghe che vabbè, se lo dicono loro è così). Un padrone di casa che, per chiedere l'affitto, si comporta come un mafioso. Il miglior amico del protagonista che parla un finto romanaccio ed è un autentico morto di figa. E poi, i protagonisti che sono tutto dire: Lorenzo è Nicholas Rogers, attore australiano che chi ha avuto il coraggio di guardarsi tutti e 5 i Fantaghirò si ricorderà per il personaggio di Tarabas (grazie, Wikipedia). Mentre Laura è Gigliola Aragozzini di cui stavo per parlare male, ma ho appena letto che è morta a 23 anni di leucemia quindi mi asterrò da commenti negativi. Se non dire che quel film le ha portato sfiga. Ad ogni modo, nemmeno a parlarne di caratterizzazione dei personaggi, perché non c'è, non esiste una caratterizzazione così solida da poter spendere qualche parola. Il film è confuso e i protagonisti sono più anonimi dei comprimari e delle comparse, le quali queste ultime (per quanto penosi) hanno più carisma del protagonista.

Commento tecn-seh, vabbè.
Ammetto di non essere affatto il più adatto ad un commento tecnico ma in questo film anche un cretino potrebbe notare quanto tutto faccia schifo. Inquadrature inutili, inquadrature tagliate, effetti scenici esagerati e un montaggio sonoro messo su con una semplice sovraesposizione audio. Per non parlare dei tagli e delle transizioni, passaggi da uno scenario all'altro senza scopo e senso, rendendo la storia soltanto confusa. Si passa dalla notte al giorno come se fosse niente con i personaggi che danno così l'impressione di aver speso 12 ore a parlare dello stesso argomento. Per non parlare di una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti e che trova espedienti ridicoli, tipo sul finale in cui Lorenzo vede per l'ultima volta Laura e poi si addormenta per 48 ore senza sapere che poi lei il giorno dopo è morta. Il punto di forz... no, mi viene da ridere, diciamo così che il regista (Antonio Bonifacio) ha dato un'impronta fumettistica all'intera pellicola, sfruttando situazioni statiche e sequenziali basati su semplici dialoghi che spesso e volentieri si spostano di scenario in scenario con personaggi che compiono azioni diverse. Una formula che in un fumetto ci può anche stare, non disturba la lettura ed è funzionale... ma in un film? In un film è lammerda, tutto appare confuso e non c'è un filo narrativo solido che potrebbe, almeno in parte, giustificare l'azione che avviene. Giusto alcuni intervalli "disegnati a fumetti" lasciano intuire che sia quella l'intenzione del regista e se non ci fossero stati, ne dubito si sarebbe capito. Ad ogni modo resta una scelta interessante ma è realizzata un bel po' male. Gli stessi dialoghi sono molto caricaturali, ricordando un po' le dinamiche fumettistiche già citate, non ha almeno la pretesa di prendersi troppo sul serio anche se le battute e l'umorismo è veramente tanto, tanto, tanto, tanto, tanto triste. Non manca, comunque, la strizzatina d'occhio alle fangirl con l'attore belloccio inespressivo che però è bello quindi chissenefotte, e la classica scena strappamutande con lui che s'affaccia al balcone per mostrare a Laura un cartello con su scritto "Laura sei grande".

In definitiva.
Fa cagare.

Non manca il mio consueto tentativo di salvare il salvabile, però davvero non mi va di ribadire il concetto che, se fatto diversamente sarebbe stato interessante ma... stiamo parlando del film su una canzone di merda di un cantante mediocre (e non me ne vogliano i suoi anzi le sue fan) che ha fatto il suo tempo ad inizio degli anni 2000. Fa schifo, punto.

L'unica domanda che mi pongo è: le ragazze, fan di Nek, che all'epoca erano adolescenti, cosa hanno pensato di questo film? Come sono cresciute? Cosa fanno ora? Si drogano? Sono diventate persone serie? Se a leggermi è stata una fan di Nek a fine anni '90 me lo faccia sapere, grazie.


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