martedì 9 giugno 2015



Continua la carrellata di emozioni.
C'è chi direbbe che magari sono io in un periodo di eccessiva sensibilità, ma ciò di cui parlerò stavolta è un'altra opera che a mio avviso merita di esser letta. Sia chiaro, ben lungi dall'essere quell'opera matura ed epica a-là Wonder Woman di Azzarello, tutt'altro; stiamo parlando comunque di un fumetto con toni se vogliamo adolescenziali, molto più leggera. E stavolta non stiamo nemmeno parlando dei Nuovi 52, bensì del pre-Flashpoint (o pre-reboot, che dir si voglia) e vale a dire le avventure dell'ultima Batgirl, Stephanie Brown, prima di sparire nell'oblio con il reboot che ha restituito il mantello a Barbara Gordon, la Batgirl originale della Silver Age (perché, ricordiamo, la prima Batgirl è in realtà Betty Kane).

La storia di questa nuova Batgirl va a ripescare un personaggio ricorrente nelle storie di Batman; Stephanie Brown, che in passato si era fatta un nome con l'identità di Spoiler prima e passato un giorno come Robin poi. Personaggio che fu tutt'altro che di nicchia, in quanto protagonista nella famosissima Trilogia della Guerra narrata da Bill Willingham. In quell'occasione, Stephanie arriva addirittura a vestire il manto di Robin rischiando quasi la vita. La storia narrata da Brian Q. Miller fa numerosi accenni a quanto avvenuto, ma precisamente ha il suo inizio nel momento in cui Cassandra Cain, la precedente Batgirl, decide di abbandonare l'identità di Batgirl dopo la morte di Bruce Wayne avvenuta sulle pagine di Crisi Finale. È quindi Stephanie che ne raccoglie l'eredità, e tenta di riscattare sé stessa sia nella sua vita privata, dove si è riconciliata con la madre e frequenta l'università, sia nei panni di Batgirl, dove grazie all'aiuto di Oracolo/Barbara Gordon riuscirà ad ottenere più fiducia in sé stessa e finalmente ad avere il controllo totale della sua vita.

Come già accaduto in passato con Helena Bertinelli (Cacciatrice) e Cassandra Cain, Barbara non accetta con facilità che qualcun altro si appropri dell'identità da lei costruita nel passato e tenta in ogni modo di dissuaderla, fin quando non accetterà anche lei la verità, ovvero che Stephanie è un'ottima erede per quel ruolo che una volta fu suo. Affiancata da Oracolo e dalla figlia di Calculator, Proxy, Stephanie Brown intraprende questo viaggio affrontando sia nemici classici del bat-verso (Clayface, Roxy Rocket, Dr. Phosphorus) che una setta segreta creata apposta dall'autore che vedrà tra le proprie fila un personaggio ben noto e tutt'altro che scontato. Con dei toni molto leggeri, le avventure di Batgirl vengono raccontate con una leggerezza disarmante, dove l'umorismo che ne fa cornice è un tocco in più che è capace di far amare il personaggio di Stephanie Brown al punto da far rimpiangere la sua scomparsa nei Nuovi 52, nonostante la sua ricomparsa solo due anni dopo ma con il manto di Spoiler, perdendo un po' quell'aura magica e divertente attorno al personaggio tra le pagine di Brian Miller.

Aver letto questa run mi ha causato nuovamente il rammarico di aver abbandonato il vecchio Universo DC in un momento in cui tutto stava riacquistando coerenza e aveva autori decenti nella stragrande maggioranza delle testate. Non solo Batgirl è a sé stante una run molto divertente che, se pur leggera, ha una filosofia di base accattivante ma riesce anche a incastrarsi in una continuity non molto facile da gestire: quella della Batman Inc., dove si vedono numerosi personaggi di Gotham City coinvolti. La capacità, poi, di utilizzare personaggi esistenti anziché crearne di nuovi come ora sta accadendo nel Nuovo Universo DC il quale crea solo scompiglio e caos, è ancora di più un'idea intelligente in quanto va a ripescare personaggi carismatici nati dalle serie TV, come Livewire e Roxy Rocket, e non, evitando così di farli cadere nel dimenticatoio e dare ai lettori una voglia in più di leggerli. Voglio dire, meglio Roulette che un altro villain a caso di cui non sentiremo la mancanza perché probabilmente non verrà più rivista, no? A tal proposito, degno di nota anche come l'intera serie tenti di omaggiare il buon caro The Adventures of Batman degli anni '90 arrivando anche a inserire non solo i personaggi già citati, ma anche Gray Ghost, personaggio televisivo fittizio nato per l'appunto nella serie animata.

Insomma, Brian Miller ci regala l'ultima Batgirl, una ragazza solare e impossibile da non amare. Ci dona delle storie fantastiche, una di quelle che i fumetti al giorno d'oggi hanno disperatamente bisogno, e a dimostrazione di ciò è proprio l'ultimissmo numero della run dove c'è un ultimo omaggio nientemeno che a Per l'uomo che ha tutto di Alan Moore. Tra nemici bizzarri, dialoghi che spezzano la quarta parete in maniera intelligente e team-up divertenti, ricordiamo questa run come l'ultimo addio, almeno per il momento, ad un personaggio carismatico e, non da meno, alla fantasia.


0 commenti:

Posta un commento